Primi spunti per la nuova EPBD

EPBD1L’originaria Direttiva sull’Efficienza Energetica degli Edifici (EPBD – Direttiva n. 2002/91/CE) ha fatto nascere in tutta Europa l’attenzione al tema dell’efficienza energetica, ottenendo discreti risultati in termini di prestazione degli edifici nuovi e di certificazione energetica. La Direttiva ha subìto una prima revisione con la Direttiva n. 2010/31/UE che ha introdotto il concetto di NZEB (Edificio ad energia quasi Zero) e lo ha applicato ai nuovi edifici.

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Nessuna delle due ha però avuto un significativo impatto sulla riqualificazione degli edifici esistenti, tanto che è ora allo studio una seconda revisione dell’EPBD; i Ministri degli Stati Membri si incontrano oggi a Malta per iniziare colloqui in merito ed arrivare infine ad un accordo generale il 26 giugno, data del prossimo Consiglio Europeo sull’Energia.

Abbiamo provveduto ad inviare una prima lettera al Ministro Carlo Calenda, affinché l’Italia contribuisca ad inserire nel testo della Direttiva ciò che serve a stimolare le riqualificazioni degli edifici esistenti.

Di seguito ne riportiamo i concetti principali.

Il mondo produttivo e finanziario chiede al mondo della politica di aumentare la fiducia nel mercato della riqualificazione energetica. In particolare, è necessario emanare una forte legislazione a favore dell’efficienza energetica che individui un chiaro percorso per trasformare, entro il 2050, lo stock edilizio europeo al livello NZEB.

“Le banche sono pronte, hanno la volontà e la capacità di soddisfare le richieste di efficienza energetica. Non c’è alcuna carenza di fondi, abbiamo tutti gli strumenti necessari. Ma la fiducia nel mercato deve essere aiutata” ha affermato ING Bank, per bocca del suo responsabile per la Finanza per l’Energia e l’Efficienza, presso il Parlamento Europeo (10 maggio 2017).

Risorse finanziarie private sono pronte per essere investite nel mercato della riqualificazione energetica, ma ciò non avverrà senza una strategia stabile e di lungo periodo.

L’attuale revisione della Direttiva sull’Efficienza Energetica degli Edifici (EPBD) offre una finestra di opportunità per incrementare la fiducia tramite certezza legislativa, sia per l’offerta, sia per la domanda di efficienza energetica, una opportunità che non può essere persa annacquando il testo della direttiva.

In tutta Europa ambiziosi programmi di riqualificazione energetica hanno dimostrato di riuscire ad aumentare il numero di posto di lavoro locali, migliorare la qualità di vita e aumentare il PIL.

Nel 2021-2030 una consistente riduzione dei consumi energetici potrà avvenire solo grazie alla riduzione del fabbisogno di energia negli edifici.

Pertanto, la revisione in corso dell’EPBD deve contenere:

Una chiara visione per portare al livello NZEB lo stock edilizio entro il 2050

Un quadro legislativo stabile e di lungo periodo consentirà alle aziende ed alle banche di prendere le corrette decisioni. Per raggiungere ciò, il testo giuridico della EPBD deve contenere una visione chiara e definita per portare lo stock edilizio europeo ad un livello di efficienza energetica pari allo NZEB.

Strategie nazionali per la riqualificazione energetica ambiziose, coerenti e globali per raggiungere la visione al 2050

Le strategie nazionali di riqualificazione devono includere:

  • un forte coinvolgimento dei portatori di interesse (nell’elaborazione, implementazione e valutazione);
  • obbiettivi intermedi al 2030 ed al 2040 per aiutare il mercato in una migliore pianificazione;
  • l’utilizzo di trigger point (momenti chiave nella vita di un edifico (locazione, vendita, cambio di destinazione d’uso, manutenzione) nei quali una eventuale riqualificazione risulterebbe più semplice e più vantaggiosa dal punto di vista economico) per ancorare in modo concreto i cicli di investimento ai miglioramenti energetici ed eliminare dal mercato gli edifici non energicamente efficienti.

Le aziende e le banche europee chiedono dunque di sancire nell’EPBD una chiara visione per la trasformazione in NZEB dello stock edilizio al 2050, sostenuta da forti strategie nazionali di riqualificazione.

Noi siamo convinti che questo è il modo più sicuro per raggiungere prosperità e benessere in tutta Europa.

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