IL DdL Delega Edilizia – nuovo TUE

Il DdL Delega Edilizia (A.C. 2826), presentato il 27 febbraio 2026, conferisce al Governo il potere di emanare, entro 12 mesi, uno o più decreti legislativi per istituire il nuovo Codice dell’Edilizia e delle Costruzioni, superando l’attuale Testo Unico Edilizia (DPR 380/2001 e s.m.i.). 

Non se ne parla molto, ma tale riforma potrebbe avere un impatto fondamentale sul mercato delle riqualificazione edilizie. A tal proposito, Renovate Italy ha inviato una memoria alla Commissione Ambiente della Camera, sottolineando alcuni aspetti.

Il riordino della normativa edilizia è auspicabile, non solo per districare l’ingrovigliata situazione attuale, ma anche per risolvere un paio di storiche criticità e riconoscere la necessità di stimolare le riqualificazioni (non solo energetiche) degli edifici esistenti. Infatti, la legislazione dell’efficienza energetica ha finora fallito l’obiettivo di stimolare le riqualificazioni degli edifici, il cui basso numero è insufficiente per raggiungere non solo gli obiettivi europei ma anche i benefici che si potrebbero ottenere (cfr. https://renovate-italy.org/2020/06/17/riqualificazioni-energetiche-il-motore-per-la-ripresa-economica/).

Gli interventi sugli edifici esistenti scontano alcune criticità che la legislazione non ha ancora affrontato. La maggiore di queste è relativa al rilievo dell’edificio esistente, ovvero alle operazioni tecniche volte a documentare con precisione geometria, materiali, strutture e impianti di uno stato di fatto. L’Attestato di Prestazione Energetica contiene la descrizione della prestazione energetica dell’edificio, ma nessuna utile informazione tecnica che sia di aiuto nel suo miglioramento. Ad esempio, è successo diverse volte che la parete esterna non possedeva la necessaria resistenza strutturale per sostenere alcun peso aggiuntivo; in tali casi, prima di procedere con l’intervento di efficientamento, si è reso necessario effettuare un intervento di consolidamento e/o ripristino. L’APE non è stato concepito per riportare tali informazioni , a differenza del Building Renovation Passport, specificatamente pensato per stimolare, anche dal punto di vista tecnico, la realizzazione degli interventi di riqualificazione.

Una seconda criticità, da sempre presente nella legislazione per la riqualificazione degli edifici, è la mancanza di adeguati controlli sulla corretta esecuzione degli interventi. Esistono infatti diversi requisiti che spesso vengono aggirati, non grazie a deroghe previste dalla legislazione stessa, ma classificando l’intervento in modo differente da ciò che dovrebbe essere. Ad esempio, molti interventi di rifacimento dell’intonaco vengono classificati erroneamente proprio per evitare di soddisfare gli obblighi richiesti dal DM “Requisiti Minimi”, sebbene questi ultimi rispondano all’ottimizzazione, anche economica, dell’intervento. La soluzione potrebbe essere la riscrittura degli obblighi relativi agli interventi sugli edifici esistenti, avendo in mente non solo la loro efficacia ed efficienza economica, ma anche la facilità di controllo degli stessi.

Avendo ciò in mente, abbiamo proposto di migliorare il testo del DdL, come si può leggere nella memoria inviata.

[clicca qui per scaricare la memoria inviata]

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