Osservazioni alla bozza di STREPIN 2020

È appena terminata la consultazione pubblica della bozza di strategia per la riqualificazione energetica del parco immobiliare nazionale (STREPIN 2020). Si tratta di un documento che, ai sensi della Direttiva sulla prestazione energetica in edilizia, avrebbe dovuto essere approvato entro il 10 marzo 2020. Il ritardo è stato recentemente sanzionato tramite l’invio di una lettera di costituzione in mora al nostro Paese da parte della Commissione Europea.

Si tratta di un documento chiave nella strategia energetica nazionale, che dovrebbe essere tenuto in conto anche nel Resilience and Recovery Plan: se è vero che siamo chiamati a de-carbonizzare l’intero patrimonio edilizio nazionale entro il 2050, è chiaro che il quadro incentivante per la riqualificazione energetica deve essere declinato con lo stesso orizzonte temporale, non certo di anno in anno. Proprio in questo documento, quindi, si dovrebbe trovare una programmazione del futuro delle detrazioni fiscali, oltre che degli altri strumenti messi in campo per affrontare questo difficilissimo obiettivo: conto termico, certificati bianchi, fondo per l’efficienza energetica, etc.

Purtroppo, la bozza non sembra all’altezza di quanto ci chiede l’Europa e di quanto ha bisogno il nostro patrimonio edilizio.

Il documento ribadisce l’obiettivo di riqualificare, efficientare e de-carbonizzare il parco edilizio entro il 2050 ma è privo di ogni tipo di politiche ed azioni previste per raggiungere questo sfidante triplice obiettivo. L’elencazione delle politiche e delle azioni che si intende utilizzare è espressamente richiesta dalla Direttiva, ma la bozza di documento si limita a individuare una traiettoria di risparmio energetico, dal 2020 al 2050, senza fornire alcuna indicazione di come verrà raggiunto.

Nemmeno la traiettoria individuata è esente da critiche e dubbi. La Direttiva chiede infatti di riqualificare l’intero parco edilizio, in modo da incrementarne l’efficienza energetica e azzerarne le emissioni di CO2. Dopo svariati calcoli, il documento conclude che per raggiungere tali risultati sia necessario riqualificare:

  • solo il 32% degli immobili residenziali attualmente presenti in Italia.
  • ben il 114% degli immobili terziari attualmente presenti in Italia.

È evidente che entrambe queste stime sono errate. Se l’obiettivo è riqualificare il parco edilizio è lecito attendersi che la percentuale di immobili che devono essere ri-qualificati sia prossima al 100%.

Le motivazioni di questa defaillance algebrica possono essere molteplici (non tutti i dati utilizzati sono noti) ma stupisce che non ci sia accorti che la traiettoria individuata non porti all’obiettivo richiesto dalla Direttiva: riqualificare il parco edilizio. Un sicuro ruolo è stato svolto dalla mancata considerazione delle differenze tra semplici ristrutturazioni e riqualificazioni profonde. La Direttiva prevede espressamente di realizzare queste ultime, dal momento che sono le sole capaci di generare importanti e duraturi risparmi energetici (l’intervento deve generare risparmi energetici almeno fino al 2050).

STREPIN introduce il concetto di “ristrutturazione profonda virtuale”, che raccoglie gli effetti di tanti interventi parziali su edifici diversi in una “ristrutturazione profonda virtuale” equivalente. Ma, intervenire in modo “leggero su molti edifici” li blocca in uno stato di spreco energetico per i prossimi decenni, visto che poi sarebbe anti-economico intervenire di nuovo sugli stessi edifici. 

Infine, il documento non contempla adeguatamente i rischi connessi alla sicurezza, in particolare quelli legati agli incendi, come invece richiede la Direttiva. Tali rischi dovrebbero essere regolamentati tramite l’introduzione di un livello obbligatorio e di un livello incentivante, come richiede anche il decreto legislativo n. 48/2020.

Alla luce dell’importanza delle riqualificazioni edilizie, riconosciuta dall’introduzione del Superbonus 110% e dal prossimo utilizzo dei fondi del programma NextGenerationEU, il nostro Paese deve dotarsi di una strategia di ristrutturazione del parco edilizio a lungo termine robusta e coerente con gli obiettivi richiesti.

[Clicca qui per scaricare il testo completo delle osservazioni inviate]

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