Le detrazioni fiscali ed il PNIEC

L’ENEA ha pubblicato il Rapporto 2019 sulle detrazioni fiscali per gli interventi ti riqualificazione energetica, riferiti all’anno 2018 (cfr. http://www.enea.it/it/seguici/pubblicazioni/edizioni-enea/2019/rapporto-annuale-efficienza-energetica-2019). I risultati contenuti non si discostano da quelli degli anni precedenti, ma questo rapporto contiene due novità:

  • contiene i dati relativi all’ecobonus condomini;
  • contiene i dati relativi al bonus casa.

Per entrambi si tratta di una prima assoluta, ma i risultati sono in linea con le attese. Per l’ecobonus condomini ci si aspettava infatti una partenza a rilento, stante la novità della misura ed il fatto che gli interventi interessati sono tra i meno realizzati in assoluto. Neppure i dati relativi al bonus casa hanno tradito le attese, ma su questo punto è necessario fare alcuni distinguo. Abbiamo infatti sempre ritenuto il bonus casa (introdotto con la Finanziaria per l’anno 1998) come non funzionale al raggiungimento di importanti risultati di risparmio energetico. In fin dei conti è proprio per questo motivo che nel 2007 è stato introdotto l’ecobonus, ovvero detrazioni fiscali specificatamente pensate per incentivare gli interventi di efficienza energetica.

Stante questa premessa era assolutamente prevedibile che dal bonus casa si potesse ottenere un risparmio energetico, ma che questo sarebbe comunque risultato inferiore rispetto a quello ottenuto grazie all’ecobonus. I dati pubblicati da ENEA hanno confermato pienamente questa previsione; nel 2018, si è ottenuto un risparmio pari a 0,1602 Mtep: 

  • 0,0609 Mtep dal bonus casa 
  • 0,0993 Mtep dall’ecobonus 

Sono numeri di tutto rispetto, ma insufficienti se confrontati a quanto contenuto nel PNIEC 2020 (Piano Nazionale Integrato Energia Clima). 

Il PNIEC è infatti un documento la cui importanza è forse stata sottostimata. Ecobonus e bonus casa sono infatti stati introdotti per determinate finalità, per le quali non sono mai stati previsti target minimi. Il PNIEC, invece, descrive il futuro dell’efficienza energetica in Italia, con target annuali dal 2021 al 2030 per i diversi settori.

Per l’edilizia, in particolare, I target contenuti costituiscono la base per la strategia di riqualificazione a lungo periodo (LTRS – Long Term Renovation Strategy), che deve essere emanata ai sensi della nuova EPBD. In altri termini, da ora in poi le detrazioni fiscali devono generare un determinato risparmio energetico, proprio per rispondere al PNIEC ed alla LTRS, che pertanto sono gli strumenti da guardare con maggiore attenzione.

Risparmi energetici previsti dal PNIEC 2030 per ecobonus e bonus casa.

Il PNIEC, infatti, per rispettare gli obblighi europei, prevede che a partire dal 2021, ogni anno, si raggiungerà un risparmio pari a 0,33 Mtep; nello specifico:

    • 0,2 Mtep dal bonus casa 
    • 0,13 Mtep dall’ecobonus 

Sono numeri molto lontani da quelli attuali; precisamente è necessaria una forte crescita nel risparmio energetico conseguito, fino ad arrivare, al 2021, ad un risparmio energetico doppio rispetto a quello attuale.

Come se non bastasse, la metodologia di calcolo utilizzata per calcolare il risparmio energetico ottenuto non sembra particolarmente robusta (cfr. https://renovate-italy.org/2019/05/19/osservazioni-pniec-2030-piano-nazionale-integrato-energia-clima/). Pertanto, potrebbe essere rivista con conseguente ricalcolo al ribasso dei risparmi energetici conseguibili in futuro.

Se ne deduce che, rispetto alla situazione attuale, è necessaria una ulteriore poderosa spinta per arrivare ai risparmi energetici previsti dal PNIEC (e dalla futura LTRS).

Dal confronto tra i dati contenuti nel Rapporto sulle detrazioni fiscali 2019 (risultati ottenuti grazie agli incentivi più generosi nel panorama europeo) e quelli contenuti nel PNIEC, in realtà emerge il limite di una strategia che punta solo sull’intensità di contribuzione dell’incentivo (ovvero a innalzare percentuale di detrazione e massimali).

L’ecobonus esiste dal 2008, ma in tutti questi anni è mancata una cultura della riqualificazione edilizia. Solo così, infatti, si spiega come mai gli interventi più incentivati sono le semplici sostituzioni tecnologiche, che forniscono un contributo limitato in termini di risparmio energetico.

La mancanza di una adeguata cultura è altresì responsabile dell’aver insistito sul mero risparmio energetico, ignorando completamente Ie restanti importanti tematiche legate all’abitare. Continuando con l’attuale trend, gli edifici diventeranno un po’ meno energivori ma rimarranno ben lontani dal livello NZEB (come richiede la nuova EPBD). 

Parimenti continueranno a non offrire nè un adeguato comfort (termico e acustico), nè un adeguato livello di sicurezza; forse, grazie al sismabonus, gli interventi offriranno una adeguata protezione verso il sisma, ma di certo non verso gli incendi (la legislazione nazionale in materia è carente proprio per gli interventi che riguardano l’involucro edilizio). La risoluzione di questi due rischi tramite la riqualificazione energetica non è casuale, ma è richiesta proprio dalla nuova EPBD (cfr. art. 2bis.7 e art. 7 della nuova EPBD https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=CELEX:02010L0031-20180709&from=EN).

L’incentivo non sarà mai realmente efficace finché non sarà accompagnato da misure capaci di orientare i cittadini e le famiglie nella corretta scelta degli interventi da effettuare. Fortunatamente, la stessa nuova EPBD suggerisce cosa fare: implementare one-stop shop. Al di là del nome, non si tratta di negozi ma di sportelli che offrono consulenza ai consumatori, distribuiti localmente sul territorio, gestiti congiuntamente da privati e da enti pubblici. Torneremo su questo argomento in futuro….

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